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UNA BREVE GUIDA PER SCEGLIERE UNA PASTA DI QUALITÀ

Oggi parliamo di pasta, uno degli alimenti più amati dagli italiani e non solo, il cui consumo ci rende riconoscibili in tutto il mondo. Ma com'è la fatta una buona pasta?

Salve cari amici e benvenuti nel blog Numeri Primi. Oggi parliamo di pasta, uno degli alimenti più amati dagli italiani e non solo, il cui consumo ci rende unici e riconoscibili in tutto il mondo.

Dire pasta vuol dire casa, famiglia e quotidianità. Oggi in commercio si trovano tantissime tipologie di pasta, dalla classica di grano duro a quelle senza glutine. Ma come riconoscere una pasta di qualità? Scopriamolo insieme!

Opaca alla vista e ruvida al tatto, toccandola si deve percepire in modo deciso la sua trama grossolana, quasi granulosa. Sono queste le principali caratteristiche da osservare per acquistare una pasta secca di qualità. Esse sono però il risultato di un processo produttivo ben preciso: la combinazione tra la trafilatura a bronzo ed una lenta essicazione, oltre che la scelta di materie prime eccellenti.pasta trafilata

Cosa NON scegliere e perché…

Non bisognerebbe mai scegliere una pasta che risulti lucida, liscia e dal colore giallo paglierino intenso (a meno che non si tratti di pasta all’uovo). Tutte quelle tipologie di pasta che si presentano con queste peculiarità, non hanno una lenta essicazione, non sono trafilate a bronzo e non hanno sicuramente ingredienti di prima qualità. Il consumo eccessivo di una pasta scadente comporta inevitabilmente dei danni per la salute, perché:

  1. Non rispettano i tempi della natura, in quanto per accelerare i tempi di crescita delle spighe di grano, ci si avvale dell’ausilio di pesticidi che si troviamo poi nel prodotto finito che mangiamo;
  2. L’essicazione veloce e ad altissime temperature (115°C) rovinano la pasta. I primi danni avvengano sulle proteine, che si impoveriscono e dunque la pasta risulta meno digeribile, irritando così il nostro intestino. Anche gli amidi vengono modificati con le alte temperature e questo impedisce all’acqua in cottura di penetrare correttamente all’interno della pasta, mettendo in pista il cosiddetto processo di “plastificazione” esterno della pasta, che ha come conseguenza un grado di cottura non uniforme. Rimarrà infatti cruda dentro e cotta fuori, dando coì solo l’impressione di essere al dente!
spaghetti
La modalità di trafilatura, anche se non comporta danni a livello salutistico, è però importante perché aiuta a preservare il gusto e l’omogeneità della pasta. Con il teflon avremo sicuramente una pasta molto più liscia e meno omogenea, a differenza del bronzo che regala alla pasta consistenza e superficie perfetta.Quando si acquista un pacco di pasta, oltre all’analisi sensoriale, è importante saper leggere l’etichetta. Da qualche anno i produttori sono obbligati ad inserire in etichetta il Paese di coltivazione del grano e quello in cui il grano è stato macinato, specificando almeno se si tratta di Paesi UE o NON UE. La scelta migliore è sicuramente quella di optare per paste con grano 100% italiano o grano UE, prediligere una integrale, trafilata al bronzo e con una lenta essicazione.

Raccontateci qualcosa in più di voi…vi piace la pasta? In quale momento della giornata preferite mangiare il vostro piatto di pasta? Qual è il vostro primo preferito, che mangiate ogni volta che potete? Condividete una foto su Instagram taggando @numeriprimi.srl e le migliori saranno condivise sui nostri canali social. Visita il nostro e-shop e scegli tra le migliori aziende produttrici italiane, la pasta che vorresti sulla tua tavola, da quella biologica a quella integrale.